Altri potranno elencare la lunga lista di buoni motivi etico-morali, ambientalisti e salutisti che portano ad una tale opzione.
A noi basta ricordare le parole di Leonardo da Vinci
“Verrà un giorno in cui uccidere un animale sarà considerato un assassino”
o quelle di Ivan Illich
“Le deiezioni gassose delle vacche allevate nelle pianure sudamericane per soddisfare la fame d’hamburger nord americana sono responsabili del buco dell’ozono al pari, se non di più, dei gas…”
Quanto alla salute, la recente raccomandazione OMS è sufficiente ad aprire gli occhi a chiunque voglia vedere.
Fatto è che, in tempi di relativa opulenza alimentare, la scelta vegetariana pare richiamare il bisogno umano di nutrirsi giustamente senza per ciò depauperare il pianeta e senza fare pagare le spese agli altri esseri viventi.

Quando nel 1981 ci lanciammo nell’impresa eravamo un gruppo di giovani animati dalla voglia di tradurre in pratica le proprie convinzioni alimentari maturate attraverso viaggi, contatti con persone d’altri paesi, vita in comune e allargamento degli orizzonti proprio del periodo.
La risposta in termini di frequentatori fu entusiastica.
Così il circolo privato si trasformò nel tempo in un esercizio pubblico particolare, dove ognuno si sente a casa propria, un po’ social club, un po’ ristorante frequentato da una terza generazione di avventori.